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Divine Queer Film Festival

Divine Queer Film Festival

Friday, 01 March 2019 until Sunday, 03 March 2019

Divine Queer Film Festival (DQFF) is an independent film festival rooted in the Queer scene which explores the ever-changing topics of gender, diverse abilities and migration.What inspired the first ever Divine is using the power of cinema to break down stereotypes, prejudices, taboos and fears through the stories of people who are transsexual/transgender, disabled or migrants. Through documentary and fiction, cinema creates an outlet for information, dialogue and understanding of a reality which is all too often subject to stereotypes and prejudices.

Divine has an international vision and plans to project films, documentaries and fictional work from all over the world with cult, feature film and short film categories.


Divine Queer Film Festival (DQFF) è un festival di cinema indipendente a tematica Queer che esplora i temi fluttuanti di genere, diverse abilità e migrazione. Divine è alla sua prima edizione e nasce dal desiderio di infrangere, attraverso il linguaggio cinematografico, stereotipi, pregiudizi, tabù e paure relativamente alle storie di persone transessuali/transgender, disabili e migranti. Il cinema, attraverso documentari e fiction, diventa opportunità di informazione, comunicazione e formazione su realtà troppo spesso oggetto di stereotipi e pregiudizi.

Divine ha una vocazione internazionale e propone la proiezione di film, documentari e fiction provenienti da tutto il mondo, con una sezione cult, lungometraggi e cortometraggi.


 

2019 films...

WHEELCHAIR DANCER – KENTA KAMBARA (Giappone, 2018 – 2’ di Nobuyuki Arai)

Kenta Kambara in Giappone balla con una sedia a rotelle. È diventato il protagonista della cerimonia di consegna delle Paralimpiadi di Rio 2016.

EN EL PUEBLO DE LAS SALINAS (Italia, 2018 – 7’ di Alesandro Montalbano) 
 
La storia originale di bambin* intersex a las Salinas, un villaggio della Repubblica Dominicana. La simpatia de* bambin* rappresenta l’elemento trainante.

I’M NOT THERE (India, 2018 – 14’ di A. Njuli) 
 
La narrazione di due persone trans FtM, una più rara testimonianza di transgenderismo al maschile in India.

ANOTHER MATTER (Turchia, 2017 – 12’ di Bahar Adilce)
 
Civan nasce come persona intersessuale e sua madre le impone di vivere al maschile. Dopo la morte della madre, Civan si prepara a liberarsi dall’identità imposta e ad iniziare la sua nuova vita al femminile.

AFFIDAVY FOR KHANALI (Iran, 2018 – 15’ di Arman Gholipourdashtaki) 
 
I tempi sono cambiati, specialmente se hai 92 anni e lavoravi come postino. Khanali non capisce perché il suo ufficio gli abbia permesso di lasciare il lavoro che ha svolto per 35 anni. Determinato a riprendersi il suo vecchio lavoro, chiede il supporto a cittadin* e dirigenti d’ufficio. Una delicata storia di determinazione.

GOLDFISH (Grecia, 2017 – 15’ di Yorgos Angelopoulos) 
Un ragazzino pensa che il suo nuovo pesce rosso sia gay, cosa che il padre conservatore rifiuta totalmente. Una storia di autoaffermazione nell’infanzia.

APRICOT GROVES (Armenia, 2016 – 80’ di Pouria Heidary Oureh)

Aram, un giovane armeno iraniano immigrato negli Stati Uniti durante l’infanzia, torna in Armenia per la prima volta per incontrare la sua promessa sposa armena. Un viaggio alla scoperta delle differenze culturali.

REFUGEES UNDER THE RAINBOW (Germania, 2018 – 31’ di Stella Traub) 
 
Il film racconta la storia Yusuf, Ritah e William e del loro viaggio. Un viaggio dall’Uganda alla Germania, una storia di violenza, speranza, delusioni e arcobaleno personale di tutt*.

TRIBU (Spagna, 2017 – 10’ di Sergi Merchan)
 
In un ristorante di lusso, cinque donne d’affari decidono di organizzare un banchetto per raccogliere denaro per “i bambini poveri” in Africa. Il razzismo, l’omofobia, la ricerca di protagonismo e molte altre disuguaglianze, saranno i piatti principali del menu. Una escalation di ironico divertimento.

PEA POD (USA, 2018 – 4’ di Rosser Goodman) 
 
Una spumeggiante commedia che racconta la storia di quattro donne in un taxi collettivo.

I’M MOSHANTY. DO YOU LOVE ME? (Papua Nuova Guinea, 2018 – 72’ di Tim Wolff)

Documentario sulla leggendaria icona della musica del Sud Pacifico e attivista transgender, la defunta Moses Moshanty Tau, e della comunità transgender di Papua Nuova Guinea. Una narrazione calda, rivoluzionaria e con la gioia della musica.

NEW CITY MAP (Italia, 2018 – 35’ di Giorgia Dal Bianco)
 
Il documentario racconta il fenomeno di persone migranti in transito a Roma e delle relazioni che stabiliscono con lo spazio pubblico. Un progetto unico nel suo genere, il cui risultato è la storia visiva di una nuova realtà urbana resa dinamica dalle persone migranti.

TRANSIT (Grecia e Turchia, 2018 – 26’ di Mariam El Marakeshy)
 
Potenti storie intime di giovani rifugiat* che hanno rischiato la vita attraversando il mare Egeo verso l’Europa, per rimanere intrappolat* nell’isola greca di Lesbo, senza futuro e con le frontiere chiuse. L’isola sarebbe dovuta essere solo la loro fermata durante il “transito” ma è per alcun* ha rappresentato la fine. Tuttavia piccole forme di resistenza aprono spiragli di speranza.

RAIN (Italia, 2017 – 12’ di Alessandro Spallino)

Gli esseri umani nascono senza essere assegnati a un genere specifico, anche se l’aspetto è femminile. Acquisiscono il loro genere definitivo dopo aver attraversato il cosiddetto “completamento”, una procedura controllata, risultato del progresso tecnologico. Rain, una giovane studentessa in gita presso un acquario, invidia il fatto che i pesci siano nati maschi e femmine e abbiano la capacità di decidere con chi accoppiarsi. La gita si rivela essere un test in cui Rain dovrà sfidare le regole imposte. Un linguaggio narrativo insolito.

KHILAUNA (India, 2018 – 12’ di Sriramm Dude)
 
In un quartiere popolare indiano, un ragazzino musulmano subisce la fascinazione di Ganesh sotto forma di giocattolo. Lo scontro fra culture religiose e la delicatezza poetica del mondo dell’infanzia.

OFF BROOM (Olanda, 2018 – 29’ di Roald Zom) 
 
Rein è il portiere transgender di una squadra di Quidditch, lo sport emergente inventato da Henry Potter. Mentre la squadra si prepara a partecipare ai giochi europei in Italia, Rein condivide la sua storia. Durante le preparazioni del torneo diventa chiaro che il riconoscimento è forse più importanti della vittoria.

PASSAGE TO WOMANHOOD (Malaysia, 2018 – 30’ di Inaya Yusuf) 
 
Un gruppo di donne trans musulmane si oppone all’emarginazione sociale in Malesia. Ridefinendo il ruolo femminile nell’Islam, dipingono il proprio ritratto di essere donna.

GONJ (BEE) (Iran, 2017 – 8’ di Arman Gholipourdashtaki) 

Gonj (ape da miele) è il racconto di persone che lavorano sulle montagne di Zagros in Iran. Ad elevate altitudini e con semplici strumenti avviene la raccolta di un miele speciale con ottime proprietà curative. Un piccolo lavoro con una fotografia incantevole.

FLORINDO & CARLOTTA (Italia, 2018 – 15’ di Rossella Bergo) 
 
Florindo è un poeta disabile che è venuto a ritirare un premio di poesia in un villaggio dimenticato dal mondo. Lottando per tornare a casa, affronta ostacoli continui. Carlotta è una prostituta che lavora su una delle strade infinite di questi luoghi desolati e vive in un’antica fattoria con collegh*, personaggi stravaganti e artisti falliti. Il loro incontro cambierà le loro vite.

LOVE INTERSECTIONS: VANCOUVER’S UNTOLD QUEER STORIES (Canada, 2018 – 35’ di David Ng) 
 
Il racconto di un collettivo di artisti multimediali composto da persone queer a Vancouver. Nella quotidianità si intrecciano i temi di identità di genere, disabilità e migrazione.

WHEELCHAIR DANCER – KENTA KAMBARA (Giappone, 2018 – 2’ di Nobuyuki Arai) – Replica

PURA PANTALLA (Venezuela, 2018 – 9’ di Javier Farías) 
 
Sergio arriva con il suo computer portatile al bar-ristorante e immediatamente viene attirato da Laura, una bellissima ragazza intellettuale. Imprigionato dalla sua timidezza, Sergio decide di usare la propria fantasia con l’immagine di Laura, attraverso un piano che combina immaginazione, libido e tecnologia.

DEAF JAM (USA, 2011 – 70, di Judy Lieff) 
 
Documentario incentrato sull’esperienza di Aneta Brodski, una adolescente sorda che vive nel Queens (New York), che si immerge nella forma dinamica e tridimensionale della poesia della lingua dei segni americana (ASL). L’incontro di Aneta, poetessa sorda israeliana, con Tahani, poetessa udente palestinese, produce una nuova forma di poesia che ottiene riconoscimento nelle comunità sorda e udente allo stesso modo.

SUNKEN PLUM (Cina, 2018 – 20’ di Xu Xiaoxi e Roberto F. Canuto)
 
In una città cinese, una donna transgender riceve la notizia della morte di sua madre. Essendo l’unico “figlio”, si sente obbligata a tornare nel suo villaggio natio tra le montagne, anche se dovrà nascondersi da famiglia e amici. Una storia di orgoglio e autodeterminazione.

BUDH (Awakening) (India, 2018 – 17’ di Prashant Ingole) 
 
Un film che ruota intorno a tre donne provenienti da diverse parti dell’India. Il divario comunicativo che prevale tra un uomo e una donna, le tradizioni che relegano le donne ad un ruolo subalterno, la prepotenza di uomini machisti vengono sovvertiti in questo lavoro di autoaffermazione, il cui titolo, Budh, significa “risveglio”.

APPELLEZ-MOI MADAME (Francia, 1986 – 52’ di Françoise Romand) 
 
Jean-Pierre Voidies è stato membro della Resistenza, torturato dalla Gestapo e internato a Neuengamme. Sopravvissuto e tornato nel suo paese, si è sposato con Huguette e ha avuto un figlio. All’età di 55 anni, Jean-Pierre ha deciso di cambiare sesso ed è diventata Ovida Delect, elegante signora comunista, poeta, sognatrice che, insieme alla sua famiglia, si racconta in questo straordinario documentario sui generis.

ZIG ZAG (Turchia, 2018 – 10’ di Zeynep Merve Uygun)

In una località di villeggiatura Halal in Turchia viene raccontata, con un linguaggio metaforico, l’esperienza della corpo nudo in spiaggia, in una società in trasformazione.

LISTEN (United Kingdom, 2018 – 5’ di Jake Graf)

Giovani attori/attrici trans raccontano alcune delle miriadi di lotte vissute quotidianamente da bambin* e da ragazz* trans, dando una voce orgogliosa a questa parte della comunità.

GRIGIO, VERDE AZZURRO (Italia, 2018 – 33’ di Ilaria Piccardi)

Un documentario sulla malattia psichiatrica. Un dialogo tra figlia (regista) e madre (protagonista) ironico e ricco di amore. Il desiderio di vivere meglio.

SIDNEY&FRIENDS (Kenya, 2017 – 75’ di Tristan Aitchison)

Quando la sua famiglia cerca di ucciderlo, Sidney, che è intersex, fugge a Nairobi dove incontra un gruppo di amic* transgender. Insieme combattono la discriminazione e scoprono la vita, l’amore e l’autostima. Una testimonianza straordinaria.

WE’VE BEEN AROUND (USA, 2016 – Lou Sullivan 4’; Albert Cashier 5’; Lucy Hicks Anderson 5’; Camp Trans 6’ di Rhys Erns)
 
Si tratta di una serie di corti che celebrano la vita di alcune persone transgender, pioniere nella storia.

THE MUTTERING (Turchia, 2017 – 5’ di Simay Çalışkan & Nergis Karadağ) 

Film di animazione che tratta dell’omofobia sociale in modo ironico e creativo.

ABSENT WOUND (Iran e UK 2017 – 10’ di Maryam Tafakory) 
 
Il racconto poetico di un hammam dove la narrazione è affidata a frasi poetiche e sospiri in sottofondo. Il tema della separazione, nello spazio pubblico, fra uomini e donne. Un racconto delicato ed esteticamente perfetto.

MANIVALD (Canada/Estonia/Croazia, 2017 – 13’ di Chintis Lundgren) 
 
Un bizzarro triangolo amoroso. Manivald, la volpe gay, vive ancora a casa con la madre. Il giorno prima del suo trentatreesimo compleanno, un giovane lupo sexy viene a riparare la lavatrice in casa loro. La situazione molto presto degenera. Una storia ironica e maliziosa. Genere di animazione.

PRINCESS (Germania, 2017 – 17’ di Karsten Dahlem) 

Quando con gli amici, Ole bullizza la goffa Davie, mai si immaginerebbe che da lì a poco sarà sul palco proprio con lei, vestito e truccato da principessa. Tanto meno se lo aspettano i suoi amici. Una storia dura e delicata nella pre-adolescenza, con un finale favoloso.

BIXA TRAVESTY (Brasile, 2018 – 75’ by Renato Galamba)

La storia dell’attivista trans e performer Linn da Quebrada. Il corpo trans diventa un mezzo di espressione politico nello spazio pubblico e privato. La cantante nera transgender Linn da Quebrada decostruisce come i maschi alfa concepiscono se stessi. Il ristratto di un* artista carismatico che riflette sul genere e ha una presenza scenica straordinaria.