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Divine Queer Film Festival

Divine Queer Film Festival

Divine Queer Film Festival (DQFF) is an independent film festival rooted in the Queer scene which explores the ever-changing topics of gender, diverse abilities and migration.What inspired the first ever Divine is using the power of cinema to break down stereotypes, prejudices, taboos and fears through the stories of people who are transsexual/transgender, disabled or migrants. Through documentary and fiction, cinema creates an outlet for information, dialogue and understanding of a reality which is all too often subject to stereotypes and prejudices.

Divine has an international vision and plans to project films, documentaries and fictional work from all over the world with cult, feature film and short film categories.


Divine Queer Film Festival (DQFF) è un festival di cinema indipendente a tematica Queer che esplora i temi fluttuanti di genere, diverse abilità e migrazione. Divine è alla sua prima edizione e nasce dal desiderio di infrangere, attraverso il linguaggio cinematografico, stereotipi, pregiudizi, tabù e paure relativamente alle storie di persone transessuali/transgender, disabili e migranti. Il cinema, attraverso documentari e fiction, diventa opportunità di informazione, comunicazione e formazione su realtà troppo spesso oggetto di stereotipi e pregiudizi.

Divine ha una vocazione internazionale e propone la proiezione di film, documentari e fiction provenienti da tutto il mondo, con una sezione cult, lungometraggi e cortometraggi.


 

2020 films...

Handler is crazy di Olivia Dreisinger (Canada, 2019 – 32’) 
Un breve documentario che segue Koyote Moone e Banner, il suo cane da supporto medico e psichiatrico. Questo film esplora le problematiche relative alle disabilità non visibili e alla relazione con i cani guida.

The Color of the Stars by Paul Uhlig (Germany, 2019 – 14’) 
Quattro piccoli alieni si confrontano con l’invasione di un esercito di robot, cercando di rubare un colore nell’universo. Sfuggono all’attacco sul loro pianeta natale, ma la vera avventura non è ancora iniziata.

Conversation behind the scenes by Giulia Zumpano (Italia, 2019 – 40’) 
Il documentario segue la storia di Dario Pasquarella, regista e attore non udente, e della sua compagnia. Attraverso il suo lavoro, Dario cerca di riunire la comunità dei sordi e degli udenti, che di solito sono separati da una mancanza di comunicazione. Nei suoi spettacoli usa entrambe le lingue, la LIS, la lingua dei segni e la lingua parlata, per narrare storie in cui i sordi e gli udenti possono vivere in simbiosi.

A$$ LEVEL by Alison Becker  (USA 3′) 
Un cenno comico ai video musicali hip-hop degli anni ’90, che celebra lo stile di vita VIP di una donna su sedia a rotelle.

Forgotten by the Moon by Nora Caro (Mexico, 2019 – 24’) 
Migliaia di migranti centroamericani si dirigono a nord ogni anno con un unico obiettivo: sfuggire alla violenza e alla povertà. L’ambiente circostante non sarà a loro favore, poiché criminalità organizzata e i narcotrafficanti sono in agguato. I loro sogni sono l’unica cosa che li tiene in piedi.

Il fagotto by Giulia Giapponesi (Italia, 2019 – 15’)
La denatalità sta facendo scomparire una città. Il governo ha adottato misure urgenti. Le donne che non contribuiscono al futuro demografico del paese sono viste come un problema da risolvere, quindi ogni anno sono chiamate a dichiarare a un ufficio governativo il motivo per cui non hanno avuto figli negli ultimi dodici mesi. In  questo contesto si intrecciano le storie di Bianca e Vittoria.

The man of the trees by Andrea Trivero (Italia, 2019 – 19’)
Daniel Balima è un anziano orticoltore di Tenkodogo, una piccola città dell’Africa subsahariana nel Burkina Faso. Daniel da bambino si ammala di poliomielite. Ogni giorno va in giardino a lavorare, nonostante le varie difficoltà che incontra. In oltre cinquant’anni di attività ha dato vita a oltre un milione di alberi e sogna di piantarne un altro milione.

Yellow Peril: Queer Destiny by David Wayne Ng and Jen Sungshine, Kendell Yan (Canada, 2019 – 20’)
Un documentario sperimentale che esplora le sfumature della cultura queer diasporica cinese. La narrazione segue la storia del drag artist che vive a Vancouver “Maiden China” (alias Kendell Yan).

Kiko’s Saints by Manuel Marmier (France, 2109 – 25’) 
Kiko, illustratrice giapponese in missione in Francia, viene improvvisamente sopraffatta da una strana ispirazione, mentre si rende conto di aver spiato una coppia gay sulla spiaggia vicino alla cappella dove sta lavorando. Ossessionata da tale visione, Kiko spia i due uomini e li disegna segretamente. Questo la spingerà lentamente verso un incontro che cambierà la sua vita e infrangerà le  sue regole sociali.

Enby enterrupted by Sarah Strachan and Jack Fitzgerald (Melbourne, 2019 – 11’)
A  caccia dell’anima gemella su  Tinder …

Stinkhorn by Hilary Harp and Suzie Silver (USA, 2019 – 13’) 
Ambientato in una cittadina mineraria del far west, Stinkhorn racconta la storia di Dusty, una signora fabbro e del suo amante Blaze, giocherellone e imbroglione. Di notte Blaze trasforma gli apprendisti di Dusty in cavalli e li cavalca tutta la notte, infine, Cassidy, l’apprendista intelligente, elabora un piano. Un viaggio psichedelico avvolto in un queer western.

Intrinsic Moral Evil by Harm Weistra (Nederland, 2019 -10’)
Tre ballerini giocano con la percezione e le aspettative dello spettatore. La storia a strati si sviluppa gradualmente; rivelando i suoi ultimi segreti poco prima dell’inizio dei titoli di coda.

Mr. Dimitris Miss Dimitoula by Tzeli Hadjidimitriou (Grecia 2019 – 30’) 
Mr. Dimitris/Miss Dimitoula vive la sua vita nel villaggio conservatore  di pescatori in cui è nata, in Grecia. Si è presa cura dei suoi genitori in punto di morte e ora vive sola, finalmente in grado di godersi la sua femminilità, ballando in strada sulle note di vecchi dischi pop e osservata dal suo gatto. Incompresa dalla famiglia ma celebrata dai giornalisti che seguono la crisi dei rifugiati, la sua resilienza è catturata da una cineasta queer, consapevole di cosa significhi essere diversi in una piccola comunità conservatrice.

In zona cesarini by Simona Cocozza (Italia, 2019 – 13’)
Un padre vecchio stampo troppo sicuro di sé e un figlio già adulto ma ancora troppo pavido hanno qualcosa che li divide da sempre ma che è rimasto celato per decenni. Durante il pranzo della domenica ed alla presenza di un inaspettato ospite, emergeranno verità così amare da non poter essere addolcite neanche da una sfogliatella.

Always Dani by Rosa Carranza (Mexico, 2019 – 12’)
Jaime è un padre di famiglia che di recente ha scoperto che suo figlio Dani è transgender. Nel tentativo di capire la situazione, Jaime combatte con la propria crisi d’identità.

I am Fatou by Amir Ramadan (Germany, 2019 – 18’) 
Fatou è una ragazza italiana di 23 anni di origine senegalese. Vive in un quartiere di Roma con sua madre, che la vorrebbe educare secondo le rigide imposizioni della sua cultura di origine. Ma Fatou sta cercando la propria identità, e la musica la accompagna in questo percorso.

High tide by Golshahi Hamed (Iran, 2019 – 15’) 
In uno sperduto villaggio, un padre affronta il mare in tempesta per trovare i corpi dei migranti, perché si sente in colpa per averli fatti annegare. Non fa ritorno dal mare e suo figlio non fa niente per aiutarlo. È Un mare che non restituisce l’annegato, a meno che non venga compiuto un rito.

Indianara by Aude Chevalier-Beaumel and Marcelo Barbosa (Brasil, 2019 – 84’)
Indianara definisce se stessa una puttana parlamentare, atea, anarchica e vegana. Nata come Sergio Siqueira, decide molto presto di diventare donna e inventa il suo nome in omaggio alle origini indigene di sua madre e a Nara, un’amica transgender che la sostiene. Rivoluzianaria inclassificabile, fondatrice di Casa Nem, un centro di accoglienza per persone transgender a Rio de Janeiro, consigliera comunale insieme Marielle Franco, Indianara continua la sua lotta contro pregiudizi e machismo.

Beauty Boys by Florent Gouelou (France, 2018 – 18’)
In un piccolo villaggio, Leo, 17 anni, ama truccarsi. Suo fratello maggiore, Jules, che teme di essere deriso, si oppone a questa passione. Una sera sul palcoscenico, Leo si presenta in drag  …

The drum tower by Popo Fan (China 2018 – 17’)
Drum Tower (Gulou) si trova nel centro di Pechino. Kacchan è uno studente delle scuole superiori che vaga ogni giorno in hutong, fuggendo dalle lezioni. Una volta per caso, incontra la proprietaria di un negozio vintage in un bagno pubblico ed è affascinato da lei, Miss Mi. L’identità transgender causa alcuni inconvenienti nella vita di Miss Mi, allo stesso tempo il suo negozio vintage deve affrontare la demolizione avviata nel quartire. Kacchan vede la sua vita nei suoi occhi ma non può fare nulla per aiutare, fino a quando non arriva il giorno stesso …

A nostro gradimento by Nicoletta Nesler and Marilisa Piga (Italy, 1994 – 32’)
Cinque persone down intorno ad un tavolo radiofonico raccontano il loro essere down.

Visione di gioco by Nicoletta Nesler and Marilisa Piga (Italy, 1995 – 33’)
In occasione delle finali del campionato italiano di calcio per non vedenti assoluti quattro squadre si sfidano: Napoli, Lecce, Roma e Ferrara. Si narra della profonda passione per lo sport e dalla libertà che deriva dal praticarlo.

Hugs from hell by Incanti & IBRIDO Workshop (Italia, 2019 – 2’)
lavoro di animazione che ci racconta di vari incontri …. infernali!

Port authority by Danielle Lessovitz (USA, 2019 – 94’)
Sulle scale esterne di Port Authority, stazione degli autobus di New York, una ragazza di nome Wye sta facendo voguing con i suoi fratelli. Paul, un giovane dallo spirito libero, rimane colpito dalla sua bellezza; decide di cercarla e tra i due presto sboccia un intenso amore. Wye introduce Paul nella ballroom community della cultura LGBTQ e lo presenta alla sua house, un collettivo organizzato come una famiglia. Quando si rende conto che Wye è trans, Paul è costretto a confrontarsi con i propri sentimenti e con le forze sociali che cercano di rompere il loro legame.

Più della poesia: due momenti nella vita di Alda Merini by Paolo Taggi (Italy, 2005 – 45’)
Alda Merini, a un anno dalla morte. La poetessa dei navigli si racconta in due momenti della propria “vita più bella della poesia”: “la poesia è un paio di scarpette rosse. Spesso si balla sulle braci, sul fuoco. È così. È una condanna”. Un racconto-testamento per ascoltare la voce della Merini al di là delle apparizioni e dell’immagine inflazionata: “anch’io sono vittima del mio stesso mistero”.